REPARTI

  • SOLARIUM
  • CORPO
  • DIMAGRIMENTO
  • EPILAZIONE DEFINITIVA
  • MAKE-UP
  • NAILS
  • SPA
  • TATOO E PIERCING
  • Trucco Semipermanente
  • VISO

ULTRASUONI a bassa frequenza

La Cavitazione è una tecnologia a ultrasuoni a bassa frequenza per la riduzione delle adiposità localizzate e la cellulite, una tecnica efficace, non invasiva e indolore che permette di dimagrire e sciogliere il grasso in sicurezza. Con la Cavitazione si ottiene un miglioramento del tessuto ipodermico e dei difetti del microcircolo e si produce la clasia degli adipociti del tessuto trattato e ripristino delle funzionalità circolatorie.

I risultati sono immediati e misurabili e garantiscono per ogni seduta evidenti trasformazioni tissutali e della morfologia corporea, con riduzione degli adipociti presenti nelle zone trattate, miglioramento del tessuto e del microcircolo e stimolazione del naturale processo del metabolismo dei lipidi.

La tecnologia a ultrasuoni a bassa frequenza consente la concentrazione di una quantità di energia predeterminata sul tessuto adiposo sottocutaneo. Non è invasiva, ed esclude possibili complicazioni come sanguinamento, infezioni ed allergie e permette un’immediata ripresa della vita sociale.

Gli ultrasuoni tradizionali hanno una frequenza di 3 MHz (3 MHz = 3000 KHz), mentre quelli che producono cavitazione sono a bassa frequenza (30-70 KHz), e quindi in grado di penetrare in profondità nel tessuto e raggiungere lo strato adiposo: alta frequenza= bassa penetrazione; bassa frequenza = alta penetrazione.

Tramite il passaggio del manipolo sull’area sottoposta a trattamento, le onde ultrasoniche convergono in una zona focalizzata e producono un effetto di cavitazione in grado di causare la rottura meccanica delle membrane cellulari degli adipociti e il rilascio nel liquido intercellulare di trigliceridi che sono rapidamente metabolizzati: il rilascio dei trigliceridi e delle scorie cellulari avviene attraverso un processo metabolico naturale e fisiologico.

Questo sistema tecnologico è estremamente selettivo: solo il tessuto adiposo è bersagliato, nessun altro tessuto subisce alcuna alterazione nel processo.

La cavitazione offre una valida alternativa per chi non può, o semplicemente non desidera, affrontare un intervento di liposuzione, permettendo un trattamento sul grasso localizzato sicuro, confortevole e efficace nel tempo, con risultati misurabili sul momento: tutte le aree trattate mostrano una visibile diminuzione del volume in seguito a ciascun singolo trattamento.

L’applicazione è sicura e confortevole: consente di ridurre la quantità degli adipociti attraverso un effetto meccanico, il tessuto adiposo è rilasciato e sgretolato attraverso un meccanismo naturale. E’ un trattamento non invasivo e indolore, non è necessaria alcuna anestesia, e consente di riprendere immediatamente la normale attività. Un ciclo di trattamento prevede di norma, a seconda dell’area da trattare e della struttura del tessuto, da due sino a otto sedute, a cadenza settimanale, in funzione del metabolismo basale e dello stile di vita del paziente, per consentire la metabolizzazione e l’eliminazione di grassi e scorie ed evitare un possibile, anche se remoto, sovraccarico epatico.

I trigliceridi raccolti dal sistema linfatico e venoso di ritorno raggiungono la grande circolazione; in massima parte vengono eliminati dall’emuntorio renale, una parte raggiunge il fegato dove vengono coniugati a formare lipoproteine.

INDICAZIONI
• Trattamento della Cellulite
• Riduzione degli strati adiposi in eccesso
• Correzione delle imperfezioni post-liposuzione
• Trattamenti pre-liposuzione

ZONE TRATTABILI
• Trocantere (esterno, anteriore e posteriore e posteriore coscia)
• Glutei Addome e fianchi
• Caviglie e polpacci
• Braccia
• Interno Ginocchia

ZONE NON TRATTABILI
• Viso, Collo e Testa in genere
• Incavo ascellare, Inguine, Cavo popliteo
• Mani

CONTROINDICAZIONI
• Cardiopatici
• Dispositivi elettronici attivi (Pace-makers, protesi acustiche, defibrillatori)
• Tumori maligni ed in particolare in presenza di metastasi
• Affezioni dermatologiche acute, presenza di tessuti ischemici o ferite e piaghe
• Tubercolosi in atto
• Sogg. con patologie vascolari attive
• Sogg. con trombosi o tromboflebiti
• Sogg. trattati con anticoagulanti
• Patologie epatiche
• Gravi malattie neurologiche
• Problemi psichiatrici maggiori (es. schizofrenia, stato maniaco-depressivo)
• Dislipidemie ( ipertrigliceridemia >500ml/dl, ipercolesterolemia >300ml/dl )
• Insufficienza renale
• Trapiantati
• Donne in gravidanza e allattamento
• Dispositivi anticoncezionali intrauterini ( spirale)
• Sogg. affetti da acufeni e labirintite
• Protesi endo-vascolari arteriose
• Portatori di protesi metalliche nelle zone da trattare
• Tendenza all’emorragia

CONSIGLI

Allo scopo di favorire lo smaltimento dei lipidi è bene bere almeno 1-2 litri di acqua al giorno nelle giornate successive al trattamento e 1-2 litri i giorni prima del trattamento per potenziarne i risultati (tessuti idratati, maggior effetto) e per stimolare l’azione depurativa del fegato. In più è consigliabile affiancare a questi trattamenti sempre una adeguata dieta ipotriglicerica e dell’esercizio fisico. Nei due o tre giorni successivi al trattamento, per accelerare il drenaggio, la tonificazione dei tessuti, favorire l’espulsione dei grassi disciolti e come valido aiuto nel mantenere i risultati ottenuti, è indispensabile eseguire una seduta con metodi drenanti specifici, quali ENDERMOLOGIE. E’ ampiamente dimostrato che i grassi disciolti ed emulsionati in una soluzione acquosa tenderanno a ricompattarsi in breve tempo. Per allungare i tempi di riunione dei grassi disciolti, a favore della lisi e del drenaggio, usiamo un gel da conduzione formulato con fosfolipidi e/o fosfodilcoline, caffeina e carnetina. Questi aumentano la lisi (fluidificazione) mantenendo i grassi emulsionati in piccole particelle e ne favoriscono le azioni di drenaggio. Molto utile associare integratori alimentari come la l-arginina per stimolare la sintesi proteica e attivare la lipolisi. Importante inoltre considerare che durante il trattamento si ha un aumento di radicali liberi, dovuti ad un aumento del metabolismo cellulare e dei processi lipolitici, per cui si consiglia di associare nella dieta degli antiossidanti. Sono consigliati trattamenti di Radiofrequenza, per il recupero di tensione ed elasticità della pelle nelle zone trattate con la Cavitazione.

CRF – CAVITAZIONE + RADIO FREQUENZA
La radiofrequenza monopolare per corpo e viso viene usata principalmente per trattare problematiche di ptosi cutanea ed è particolarmente adatta per pazienti con un moderato rilassamento dei tessuti.
Il nostro macchinario di ultima generazione effettua il trattamento di cavitazione (40KHz) contemporaneamente a quello di radiofrequenza monopolare, dimezzando i costi del programma, amplificando gli effetti del dimagrimento, del drenaggio, e della tonificazione dei tessuti.
Il principio di funzionamento consiste nella combinazione di Onde di RadioFrequenza a onde cavitazionali a bassa frequenza, la cui sinergia permette di ottenere una fonte energetica in grado di penetrare più a fondo nei tessuti, agendo principalmente sul derma profondo e sui tessuti sottocutanei, provocando un notevole rassodamento e migliorando considerevolmente la struttura tissutale. Attraverso l’uso di entrambi i sistemi RF monopolare e cavitazione stabile, si raggiunge un calore uniforme sia negli strati profondi che superficiali, per ottenere un immediato rassodamento della pelle e nello stesso tempo una rottura delle cellule adipose negli spazi interstiziali del tessuto. La Radiofrequenza stimola nello stesso tempo il drenaggio dei grassi, e il tutto avviene nel totale comfort da parte del cliente, senza spiacevoli sensazioni. In presenza di cellulite, il grasso è immagazzinato in cellule presenti tra il derma e lo strato muscolare. Queste cellule sono raggruppate insieme in larghi agglomerati separati da filamenti fibrosi che si distendono tra il muscolo e la pelle. Questi filamenti fibrosi circondano e trattengono il grasso in piccole zone. Quando con l’aumento di peso le cellule di grasso si espandono, i filamenti fibrosi non riescono ad allungarsi e non sono più in grado di supportare la pelle. Quest’ultima è legata a dei tessuti fibrosi, simili a corde, che la tirano verso l’interno del corpo. La tensione provocata da questi filamenti attrae con loro sezioni di grasso provocando l’aumento di numero degli adipociti negli strati sottocutanei e la compressione dei tessuti connettivi fibrosi, dando luogo così all’effetto a buccia d’arancia. La procedura CRF per il corpo allevia i sintomi della cellulite tramite differenti meccanismi: la scissione cellulare e fibrosa data dalla cavitazione ultrasonica, il rafforzamento dei filamenti fibrosi del derma a seguito della sollecitazione termica della RF che va a colpire la rete dei vasi sanguigni e attiva una serie di eventi inclusa la proliferazione fibroblastica ed una evidente stimolazione alla formazione di collagene; miglioramento della circolazione sanguigna locale (vasodilatazione ed iperemia) e drenaggio dei depositi grassi verso il sistema linfatico.

Con quale meccanismo agisce la cavitazione?
La cavitazione è un fenomeno fisico che avviene quando all’interno di un fluido si producono bolle di vuoto, aria o vapore per azione di una forza meccanica. Nello specifico della cavitazione applicata all’ estetica avanzata, essa sfrutta da un lato le proprietà fisiche delle onde acustiche, dall’altro le proprietà biofisiche dei tessuti. Le onde ultrasonore a bassa frequenza, quindi, generano microbolle di vuoto (in questo caso non aria né vapore) all’interno dei fluidi extracellulari. Trattandosi di onde elastiche, il loro movimento porta al collasso delle microbolle con successiva implosione delle stesse e alla immediata disgregazione delle pareti degli adipociti, con la conseguente liberazione dei trigliceridi (grassi) in essi contenuti.

Quali effetti produce a medio, breve e lungo termine?
L’ onda meccanica degli ultrasuoni determina movimenti molecolari che aumentano l’energia cinetica delle molecole: per la legge Joule l’energia potenziale di cariche elettriche in movimento viene in parte ceduta sotto forma di calore. Ne consegue un aumento della temperatura del materiale biologico che quando supera il valore fisiologico di 37°C può determinare l’inizio della denaturazione proteica e quindi la perdita delle funzioni cellulari.
Il calore endogeno sviluppato stimola inoltre l’attività dei fibroblasti, portando ad un effetto di riempimento (temporaneo) delle striae distensae (smagliature) e ad una tonificazione generale del tessuto trattato. Uno dei principali effetti provocati dalle onde ultrasonore è quello di rivascolarizzazione, con immediato miglioramento del trofismo tissutale, dell’aspetto estetico (buccia d’arancia) e del colorito, grazie anche allo scompaginamento delle fibre collagene dei tessuti fibrosi. Inoltre la pressione esercitata dalla cavitazione aumenta la permeabilità degli adipociti, favorendo così il drenaggio e l’inizio dell’eliminazione dei rifiuti catabolici. I risultati ottenuti, ovverosia la diminuzione dei volumi del tessuto adiposo, si mantengono stabili nel tempo a condizione che il soggetto trattato mantenga un corretto regime sia alimentare che di vita, senza aumentare cioè l’apporto calorico in virtù degli esiti positivi. E’ comunque importante che questi vengano ‘mantenuti’ con una seduta di richiamo ogni due/tre mesi.

I risultati ottenuti sono definitivi?
No, non è possibile definirli definitivi poiché diverse variabili possono concorrere a modificarli: cattiva alimentazione, scarsa o assente attività fisica, problemi metabolici, ecc…
Se è vero che gli adipociti dopo la pubertà non possono riprodursi, è vero anche che il tessuto adiposo che non è stato trattato potrebbe aumentare di volume se dovessero subentrare i fattori variabili sopradescritti. Come avviene anche con un’operazione di liposuzione, intervenendo sul tessuto adiposo (nel caso della cavitazione attraverso un trattamento non chirurgico) si va ad agire sempre sull’ effetto prodotto dalle diverse concause che hanno generato l’ accumulo adiposo spesso dovuto a problematiche del circuito linfatico, non sulla causa; pertanto è raccomandabile optare per le sedute di mantenimento periodiche proprio perché perdurino i buoni esiti prodotti dalla riabilitazione del circuito linfatico e del microcircolo.

La cavitazione prosegue anche nei giorni successivi al trattamento?
No, è assolutamente impossibile che questo avvenga, poiché l’ultrasuono è un onda meccanica. Nel momento in cui il mezzo di propagazione dell’onda (trasduttore) viene allontanato dalla superficie cutanea la cavitazione non può verificarsi. E’ vero invece che l’effetto di rivascolarizzazione e di aumento del metabolismo locale, quando è stato eseguito un protocollo corretto ed adeguato, prosegue e perdura nei giorni successivi

I risultati sono garantiti?
No, in medicina, così come in estetica, non è possibile assolutamente dare garanzie di risultati finali. E’ possibile prevedere l’esito di un ciclo di trattamenti attraverso un esame oggettivo (test impedenziometrico). Ricordiamo che la cavitazione avviene all’interno di un liquido, quindi i risultati prodotti saranno direttamente proporzionali alla quantità e qualità di acque fluidi all’interno del tessuto trattato. Inoltre è fondamentale che sia seguito seriamente il protocollo domiciliare, cosa che non dipende dall’operatore ma dal soggetto che si sottopone al trattamento.

E’ corretto dire che tritura i grassi?
No, il generatore di ultrasuoni ad effetto cavitazionale disgrega l’adipocita, favorisce l’eliminazione dei trigliceridi in esso contenuti attraverso il circuito linfatico ed ematico, ma non è assolutamente in grado di triturare i grassi.

Che differenza c’è tra frequenza e potenza?
La frequenza è l’unità di misura che indica quante volte l’onda oscilla in un determinato lasso di tempo (un secondo) e viene misurata in Hertz.
La potenza è la quantità di energia che passa attraverso i tessuti in un lasso di tempo e viene misurata in Watt.
Non è sufficiente però valutare solo questi due parametri per avere un’ idea chiara del buon funzionamento di un’apparecchiatura. Essi servono fondamentalmente per valutare la potenziale profondità della spinta, che poi viene trasmessa dal trasduttore (manipolo).
Anche la tecnologia con cui quest’ultimo è stato realizzato influenzerà in maniera sensibile i risultati finali.

Quali sono la migliore frequenza e la migliore potenza?
Non esistono una frequenza e una potenza migliori, ma un protocollo migliore.
La frequenza, nel nostro caso 34KHz viene utilizzata come veicolatore degli impulsi. La giusta sequenza di onda pressoria, unita a una potenza calibrata in funzione al tessuto che trattiamo fa il “giusto protocollo”. La nostra apparecchiatura Q25w riadatta l’impedenza acustica
attraverso un sofisticato circuito di rilettura del segnale. Una scorretta modulazione dei segnali diminuisce l’efficienza dello strumento che si riflettono in minori risultati e di durata inferiore. Frequenza e potenza sono due parametri non divisibili: il protocollo è dato da un insieme di
fattori che interagendo tra loro rendono efficiente il sistema (esattamente come fa la centralina elettronica nel sistema di controllo della combustione nelle automobili).

Quali sono le controindicazioni al trattamento?
Partendo dal presupposto che si trattano sempre e solo soggetti SANI, le principali controindicazioni sono le seguenti: gravi cardiopatie, pacemaker, importanti patologie epatiche, tiroidee o dell’apparato urinario, dislipidemie, epilessia, alterazioni congenite o acquisite (solitamente indotte da farmaci) della coagulazione, tromboflebiti e trombosi, trapianti, protesi metalliche estese, lesioni dei timpani, IUD (spirale) se si tratta la zona addominale, gravidanza, neoplasie radio/chemioterapiche (chiedere sempre il consenso dell’ oncologo), febbre, lesioni superficiali o nevi nella zona da trattare.

Quali sono le zone trattabili?
La cavitazione si utilizza per il trattamento delle adiposità localizzate, quindi braccia, addome e fianchi, glutei, gambe (interno ed esterno coscia, ginocchia), caviglie. Non si può utilizzare in prossimità dei gangli linfatici principali quali cavo popliteo, incavo del braccio, testa, collo, né su mani e piedi e testicoli o in direzione delle ovaie.

Può avere effetti collaterali?
Ne ha sicuramente, ma, se utilizzata correttamente, sono tutti di lieve entità. Dopo il trattamento si possono manifestare piccoli esantemi o eritemi, un leggero indolenzimento e talvolta nausea, nonché una differenti colore/odore/consistenza di urina e feci.

Perché si sente un fischio nelle orecchie?
Ogni materiale, sia esso biologico o meno, ha una sua capacità, chiamata IMPEDENZA, di essere attraversato da un suono ed opporgli quindi una determinata resistenza. L’impedenza del materiale è direttamente proporzionale alla sua densità. Per un effetto fisico quando l’onda propagandosi incontra la superficie di separazione di due mezzi diversi si ha una variazione della direzione e della velocità di propagazione.
Quindi, nel corpo umano, quando dal tessuto adiposo l’ultrasuono passa al muscolo, poi all’apparato scheletrico, lo attraversa rapidamente, in maniera assolutamente innocua, fino ad arrivare alla mandibola e quindi al timpano: da qui quel caratteristico fischio percepito durante il trattamento

La cavitazione è pericolosa per gli organi interni, per le ossa o per le orecchie?
Le onde ultrasonore vengono utilizzate da diversi anni anche in diagnostica (ecografo) o in fisiatria (ultrasuoni a 1/3 MHz), pertanto la casistica a disposizione per dichiararne la sicurezza è decisamente ampia. Quando viene utilizzata correttamente seguendo scrupolosamente i protocolli non ci sono assolutamente problemi di alcun genere per gli organi interni, ma questo vale per qualsiasi altra apparecchiatura.
Sono attualmente in corso degli studi per valutare la possibile applicazione dell’ultrasuono per la stimolazione degli osteoblasti nella terapia per l’osteoporosi, e ad oggi casi di pazienti trattati che abbiano avuto effetti negativi non ne sono stati rivelati.
Anche per quanto concerne l’orecchio si stanno eseguendo test per utilizzare l’ultrasuono nella cura dell’ acufene.

Che tipo di drenaggio va eseguito e quando?
Subito dopo la seduta di cavitazione, per aiutare l’organismo a smaltire i trigliceridi e i rifiuti catabolici messi in circolo e accompagnarli, per cosi dire, ‘allo scarico’, è indispensabile eseguire un linfodrenaggio Vodder, o, in alternativa, una seduta di pressoterapia (apparecchiatura nata proprio per riprodurre tecnologicamente tale massaggio). Sarà poi l’organismo, in maniera assolutamente naturale, a metabolizzarli ed espellerli.
A questi, dopo circa 4/6 ore, è bene far seguire un’ attività fisica, anche una semplice passeggiata.
Qualsiasi altro tipo di drenaggio, connettivale o superficiale, non è altrettanto efficace o utile.

Come funzionano le apparecchiature che consentono di effettuare un drenaggio tramite tecnologie abbinate?
Alcune apparecchiature abbinano drenaggi di diverso tipo tramite infrarossi, massaggio connettivale, o massaggio superficiale. Sono tutte ottime tecnologie, ma nessuna di queste è in grado di sostituire il linfodrenaggio Vodder, che invece serve per aiutare il corpo ad eliminare le tossine di diverso genere (acidi grassi, grassi, cellule morte, ecc) che vanno a sovraccaricare il circuito linfatico dopo una seduta di cavitazione.

La cavitazione a placche è efficace quanto quella effettuata con i manipoli?
La cavitazione tramite manipoli richiede protocolli di applicazione specifici e molto importanti, che consentono all’operatore di influenzare i risultati finali grazie alla propria manualità. Durante il trattamento viene appoggiato sul tessuto cutaneo e mosso con movimenti lenti, in
plica, dove è possibile, per ottimizzarne i risultati. Le placche non consentono né di lavorare in plica, né di esercitare alcuna pressione, né di
muovere il trasduttore; questo comporta una prolungata esposizione alle onde ultrasonore in un’ area specifica, cioè solo dove è collocata la placca. E’ logico, quindi, che la cavitazione si effettui soltanto in quella zona limitata, dato che è fisicamente impossibile che si espanda nelle aree limitrofe. Inoltre, la prolungata esposizione statica ad ultrasuoni a bassa frequenza può provocare eritemi, flogosi tissutale, rottura di capillari, o, in zona addome, cistiti.

La fosfatidilcolina in gel è utile?
La fosfatidilcolina o Idrogenato di lecitina è un composto fosfolipidico che si scioglie nei grassi ma precipita in acqua in un breve lasso di tempo da quando viene a contatto con essa, perdendo così ogni efficacia.
Essendo il gel un preparato proprio a base di acqua non è possibile che la fosfatidilcolina libera al suo interno mantenga inalterate le sue proprietà.

Come deve essere fatto un manipolo per offrire le prestazioni migliori?
Il manipolo è il trasduttore attraverso il quale l’onda viene propagata dall’apparecchiatura al tessuto. E’ fondamentale che sia stato realizzato utilizzando materiali di primissima scelta. La superficie di lavoro migliore è in leghe speciali di alluminio.
Non deve surriscaldarsi dopo qualche ora di lavoro: questo perché l’aumento di temperatura porta al deterioramento della componentistica interna. I manipoli realizzati in acciaio dopo circa 70 ore di lavoro cominciano a presentare un alone scuro, che aumenta gradualmente, compromettendone la capacità operativa. In entrambi casi è necessaria la sostituzione.
E’ altrettanto importante che sia ergonomico, per consentire all’operatore di impugnarlo agevolmente ed esercitare la pressione necessaria secondo protocolli di utilizzo. E’ altresì rilevante considerare la superficie da cui viene emessa l’onda: la capacità di penetrazione dell’onda è inversamente proporzionale al diametro del trasduttore e alla frequenza di emissione, e direttamente proporzionale alla potenza.

I protocolli sono uguali per tutti?
No, ogni casa madre dovrebbe mettere a punto dei protocolli operativi studiati nel corso del tempo per ottimizzare i risultati ottenibili con le proprie apparecchiature.
Un’azienda che mantiene attiva la ricerca modificherà nel corso del tempo tali protocolli, insieme al software a cui devono adeguarsi.

Dopo quanto tempo va sostituito un manipolo?
La vita media di un manipolo dev’ essere di circa 2000 ore (coperte dalla garanzia), ma non è detto che non possa superarle. L’importante è che sia sempre utilizzato secondo le indicazioni della casa madre, che non venga interamente immerso in acqua (la pulizia si effettua con un panno inumidito di detergenti non aggressivi) e che non sia sottoposto ad urti.

Come funziona la cavitazione a multifrequenza?
Non esiste un modo di funzionamento in multifrequenza. I trasduttori, per generare l’onda elastica, usano delle ceramiche piezo la cui caratteristica principale è che oscillano in una banda molto stretta di frequenza. Molti costruttori inseriscono una tecnica denominata “sweep”
e “sweeping rate” che ha il solo scopo di riallineare il circuito di potenza al trasduttore.
Questo però comporta una drastica diminuzione delle ore di vita del trasduttore e una instabilità del sistema dopo alcune decine di ore di funzionamento.

Che differenza c’è tra le onde d’urto e i vari generatori di cavitazione a bassa
frequenza?

A differenza delle onde ultrasonore, che hanno un andamento sinusoidale, le onde d’urto (definite ‘onde acustiche ad alta energia’) hanno un andamento ad impulso e valori di pressione generati molto più elevati, mediamente 1000 volte superiori. Sono impulsi pressori con un fronte di salita rapidissimo (circa 10 milionesimi di secondo), brevissimi di salita e discesa dello spike (tra 2 e 5 millesimi di secondo).
Mentre i normali generatori di ultrasuoni a bassa frequenza disgregano le pareti adipocitarie senza provocare grandi traumi a livello tissutale, le onde d’urto non rompono solo gli adipociti ma tutto ciò che incontrano al proprio passaggio (possono infatti essere utilizzate esclusivamente da medici ed operatori sanitari qualificati sotto la supervisione di un medico). Questa è la ragione per cui i risultati immediati sono la perdita di volumi importanti e non possono essere utilizzate su pazienti che abbiamo una plica inferiore a 2 cm. C’è da dire che esiti tanto eclatanti e rapidi portano poi nel tempo, a distanza anche di pochi mesi, alla formazione di tessuto fibrotico e sclerotico, con tutto ciò che questo comporta.

Quante sedute sono necessarie e di quanti minuti?
Il numero di sedute necessarie varia da soggetto a soggetto, in base alle abitudini di vita e alimentari dello stesso, al tipo di tessuto, al metabolismo e anche all’apparecchiatura che si sta utilizzando ed al protocollo di lavoro.
Mediamente si va dalle 4/8 sedute per il protocollo con infiltrazione di soluzione fisiologica alle 12/16 per il protocollo senza infiltrazione, in entrambi casi di 30/40 minuti.

L’ infiltrazione è sempre consigliata?
Con le vecchie apparecchiature, prodotte 2/3 anni fa, era un ottimo sussidio per il medico perché accelerava ed implementava i risultati in maniera sensibile. Oggi, con le apparecchiature di ultima generazione, si può tranquillamente fare a meno di iniettare sostanze all’interno dei tessuti, utilizzando invece la radiofrequenza per richiamare liquidi nei tessuti senza essere invasivi.
L’infiltrazione è ormai necessaria solo in caso di tessuti particolarmente fibrotici e ‘duri’ o per abbreviare il numero di sedute, amplificando il fenomeno della cavitazione stessa.

La cavitazione è davvero l’alternativa alla liposuzione?
La cavitazione si rivela come un’ottima alternativa all’intervento chirurgico in quanto non comporta anestesia di alcun genere, non è invasiva, è indolore, atraumatica e sicuramente più economica. Non da’ gli stessi esiti immediatamente ma nel tempo, e questo favorisce una
graduale riduzione dei tessuti senza forti shock per l’organismo. Ricordiamo che i risultati verranno mantenuti stabili nel tempo solo con la scrupolosa osservanza del protocollo domiciliare e che è fondamentale non avere aspettative eccessive: perdere 3 centimetri ad ogni seduta è semplicemente impossibile, e comunque non saranno mai 3 centimetri di grasso,  il drenaggio aiuterà l’eliminazione delle tossine ma anche dei liquidi, non dimentichiamolo.
Il risultato medio può portare alla perdita di una/due taglie nell’arco del ciclo di sedute previste.

Quanto costa una seduta di cavitazione?
Il costo varia a seconda dell’area da trattare, e quindi del tempo impiegato per eseguire la
cavitazione.
Alla seduta di circa 40 minuti va aggiunto il costo del drenaggio (sia esso manuale che meccanico), per un totale di circa 110/140 euro (presso centro estetico) o 160/200 presso centro medico.

Come valutare un’apparecchiatura?
I criteri con i quali valutare un’ apparecchiatura sono diversi e non è semplice districarsi nellaselva di informazioni distorte e approssimative che spesso si ricevono sulla cavitazione.
Indicativamente possiamo dire che è bene prestare attenzione ai seguenti punti:
– La certificazione
– Il luogo di produzione
– La data di prima immissione sul mercato
– La frequenza e la potenza, che vanno combinate correttamente affinché non si
destabilizzi l’apparecchiatura durante il suo utilizzo.
– I manipoli (trasduttori): materiale, dimensione e forma
– Il costo: un’ azienda seria ed affidabile ha sempre un listino preciso e non mercanteggia davanti al cliente.
Inoltre è importante ricordare che la ricerca e la tecnologia avanzata hanno un costo non indifferente, così come lo ha una struttura ben organizzata in grado di supportare il cliente non solo nel primo periodo, ma soprattutto dopo.

Il migliore investimento non è acquistare al prezzo più basso ma acquistare il meglio al prezzo giusto
– Costi di manutenzione: quanto dura la garanzia e cosa copre.
– Costi dei manipoli e loro durata garantita
– L’azienda madre: la progettazione, lo sviluppo e la ricerca interna permettono di evolvere costantemente il software e i protocolli.
La differenza tra produttori ed assemblatori di apparecchiature è che i primi costruiscono in casa ogni parte dell’apparecchiatura, i secondi esternalizzano la produzione per ridurre i costi acquistando da terzi i vari pezzi, che sono:
<li>il carter (o scocca), ovvero la ‘carrozzeria dell’apparecchiatura</li>
<li>la CPU, ovvero il circuito integrato complesso che elabora i dati in base alle istruzioni fornite (è il “cuore” dell’apparecchiatura, l’elemento principale attorno al quale viene costruito il resto del sistema)</li>
<li>i trasduttori (manipoli)</li>
<li>componentistica minore quali fili, attacchi, ecc… che poi montano fino ad ottenere il prodotto finito.</li>
In caso di problematiche tecniche l’assistenza è forzatamente meno efficiente poiché non viene fatta direttamente dall’azienda, la quale spesso preferisce sostituire un’ apparecchiatura piuttosto trattenerla in officina per periodi lunghi mettendo in difficoltà il proprio cliente.
– Il servizio di vendita: competenza e serietà da parte di chi illustra l’apparecchiatura, che non dovrebbe dare risposte evasive, o approssimative e/o poco esaustive.
– La formazione: istruire il personale all’utilizzo di una nuova tecnologia, insegnare i protocolli di utilizzo è fondamentale e indispensabile.
– Il post vendita: un’ apparecchiatura ha un senso se non è un costo ma un guadagno, in termini economici e d’immagine, pertanto sono indispensabili vari strumenti di marketing di supporto.
– L’ assistenza: oltre alla garanzia, i tempi dell’eventuale riparazione possono costituire un costo se superano le 48 ore, costringendo a rimandare gli appuntamenti e quindi gli eventuali incassi, oltre che lasciare degli spazi in agenda spesso non facili da sostituire nell’ immediato.

Come ci si accorge quando un’apparecchiatura non funziona correttamente?
Perché l’apparecchio possa effettuare un’ autodiagnostica è necessaria la rilettura del segnale emesso per capirne l’efficienza.
Q25W avvisa l’operatore con un messaggio a display quando il trasduttore cala di efficienza.
Per i restanti modelli presenti sul mercato bisogna affidarsi a quanto dichiarato dal costruttore,
E’ comunque vero che l’ efficienza è sempre legata anche a come si utilizza lo strumento.

Perchè Q25w?
Q25w è l’ultima nata in casa AWB, azienda leader nel settore della bioingegneria, frutto degli ultimi 12 mesi di lavoro, commercializzata in esclusiva da Wellness Project. Si tratta di un autentico Made in Italy DOC, dal design ai criteri e la metodologia con cui è stata concepita e creata, fino alla ricerca interna; tutto questo, unito a importanti collaborazioni nazionali ed internazionali, permette di avere una tecnologia estremamente evoluta.
Il sistema di realizzazione è in close loop, consentendo così l’ autotaratura dell’apparecchiatura in caso di eventuale sostituzione di un componente, limitando dunque la necessità di interventi tecnici esterni ed ottimizzando l’operatività dell’apparecchiatura.
L’aggiornamento del software, compreso nella garanzia di 2 anni (anziché uno) consente di avere sempre l’ultima versione disponibile, mantenendo cosi costante il valore dell’investimento iniziale.
E’ dotata di un sofisticato impedenziometro per l’effettuazione del test preliminare di valutazione dei liquidi extracellulari e di un archivio dati per la gestione delle informazioni raccolte, nonché di un contatore per verificare al bisogno l’ effettivo utilizzo dei singoli manipoli.
I protocolli di lavoro sono realizzati ed evoluti in collaborazione con personalità del mondo medico scientifico.
Wellness Project rivolge particolare attenzione al cliente finale, mettendo a sua disposizione una approfondita formazione e concreti strumenti di marketing di sussidio per ottimizzare l’utilizzo dell’apparecchiatura ed ammortizzarne il costo in tempi brevi.
Organizza periodicamente seminari gratuiti di formazione ed informazione rivolti sia agli operatori del settore che agli utenti finali, per permettere una corretta conoscenza attraverso una guida professionale e competente, nonché fonti scientifiche attendibili e verificabili.